Umberto Verdoliva

City Limits

Il progetto City Limits rappresenta l’epilogo di un percorso non facile della mia ricerca sul concetto di “limite” di una città. Infatti, l’analisi del suo significato ha portato di volta in volta a modificare non solo i punti di riferimento da cui partire, ma anche la sua rappresentazione visiva, arrivando alla conclusione di come esso attraversi inesorabilmente tutta l’esistenza umana; giacché coinvolge ambiti diversi che possono essere di ordine filosofico, matematico, psicologico, architettonico, urbanistico, territoriale e ambientale.

Descrivere quindi i limiti di una città attraverso la fotografia di strada ha significato innanzitutto una scelta che non tradisse il mio modo di intendere la rappresentazione della realtà, quella fatta di semplici attimi di vita vissuta, custode di significati più veri e profondi, laddove l’uomo si rapporta con il suo ambiente e la sua quotidianità.

Il limite, nella sua complessità, è rappresentato in una situazione ben definibile nello spazio e nel tempo, attraverso vere e proprie barriere fisiche quali i cancelli, le grate, le finestre e i vetri che demarcano il confine tra ciò che è dentro/fuori, interno/esterno, soggetto/oggetto, che lasciano intravedere un mondo fatto di notturni silenzi, di solitudini fisiche e interiori, d’incontri, di attese e speranze in un continuo gioco di equilibri che regalano all’osservatore la possibilità di una pluralità d’interpretazioni visive diverse che consentono di sentire appieno la città che vive anche di notte.

Testo curato da Lia Amodio


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