I Sud

Angela Maria Antuono

Il progetto “I SUD” è stato eletto vincitore dell’edizione 2013 di FotoConfronti.

Angela Maria Antuono nasce a Caianello (CE), il 17/08/1966. Ha cominciato ad occuparsi di fotografia dal 1986, anno in cui le fu regalata la prima Contax. Nel 1999 espone il Portfolio dal titolo “La Famiglia” presso il Circolo Sipra-Rai di Torino, un lavoro fotografico iniziato 20 anni prima; l’intenzione (forse) era di documentare i momenti salienti della vita di una famiglia del suo paese natale. “Produce così un documento storico di profondo spessore, velato dal languore del passato e dall’ironia della cultura meridionale, articolato in composizioni di rara eleganza”. (C.Paglionico) Si dedica ,inoltre ,alla pittura, alla grafica ,all’artigianato ligneo, alla scultura . Ha realizzato la scultura il PREMIO IPAZIA per la Commissione pari Comune di Caianello (CE) il Premio alla 1°edizione vinto d a Letizia Battaglia – Premio DI ROSA, 1°premio di Storia in Italia per l’Associazione ARABA FENICE di G:MANCINI, Sezze R. (LT). Nel 2013 è stato assegnato al cantautore Roberto Vecchioni. E’ docente di Arte e Immagine in Latina 1999 – Libro fotografico “La Famiglia”,Comune di Caianello. 2004 -1° premio “4° MEMORIAL GIACOMELLI”, c/o Agenzia Grazia Neri, Milano. 2004 – 1° premio “Crediamo ai tuoi occhi”, sez. porfolio con “Farfanella”. 1° premio con il porfolio “Farfanella “, S.Felice sul Panaro (MO). Mostra fotografica “La Famiglia”, Torino, presso il circolo Sipra RAI. 2004 – Mostra fotografica “Farfanella”, S.Felice sul Panaro. 2005 – 1° premio con il portfolio ”Il matrimonio di Farfanella”, Portfolio dell’Ariosto. 2005 – Premio exequo – “Crediamo ai tuoi occhi”, con il portfolio “Il matrimonio di Farfanella “, FotoConfronti, Bibbiena (AR). 2010 – Pubblicazione su rivistaFOTOGRAFIA REFLEX, con il portfolio “Farfanella”. 2011- Pubblicazione del libro fotografico “La Repubblica di Caianello”. Premio PIAF. Circolo fotografico L’ALTRO SGUARDO, Itri (LT). 2011-Presentazione del libro ”La Repubblica di Caianello” presso La Feltrinelli di Latina, a cura di Giancarlo Mancini. 2012 – Mostra di fotografia “La Repubblica di Caianello“ di Claudio Muolo, al Chiodo di Sermoneta (LT); Mostra di fotografia “La Repubblica di Caianello”, Ass. cult. “ARABA FENICE“ di G.Mancini, Sezze Romano (LT), Ass. cult.”Quinqux”, di F.Vitelli, Sezze Romano (LT). Mostra fotografica “La Repubblica di Caianello “di Nicoletta Prandi, Museo Diocesano, Gaeta (LT). 2013 – Mostra collettiva di fotografia, “Toglietevi le scarpe, entra in scena la morte” a cura di Nicoletta Prandi. Con Nicoletta Prandi e Pasquale Palmieri. www.farfanella.it

Un lavoro fotografico sorprendentemente attuale, posseduto da forze arcane e potenti, radicato nella cultura sacro/profana popolare, capace di attingere alle fonti vitali dell’ispirazione. Storia dei tanti Sud che abbiamo dentro e che ci stanno intorno, a dispetto dell’appiattimento monoculturale in cui affoghiamo. Sorta di eredità tatuata nella nostra memoria che prende corpo nel quotidiano, assumendo la dimensione di una narrazione epica, un “reportage amoroso” – come lo ha definito l’autrice – dove le patate sono allegre, le mucche fatte di lana e il maiale grasso a forza di cure. Poema, leggenda, narrazione fantastica di sapore giacomelliano, questo nuovo e vecchio sud -categoria di un’appartenenza fisica ma soprattutto istintuale- continua a germogliare, anche se il tempo che canta è oramai rappreso intorno ad una vecchia sveglia, all’immagine di una processione, al dissolversi di un fiore. Forza fatta di gesti senza respiro, scardinati dall’ abbandono di un mondo rurale che continua a vivere negli sguardi e nei gesti della gente, capace comunque di procedere a forza di sogni, di riti appannati, di attese piccole e grandi. I reduci, la bambina, le femmine, i battesimi, i carbonai, le comunioni, tante macerie. Desideri nascosti, burro zucchero e caffè in una torta tagliata con un coltello di lama che squarcia, con tante notti addosso e molte catene appresso. E poi feste, pizzi le calde estati, il bell-in busto, la modella che perde la scarpa, chi vede il vuoto e chi insegue Cristo. Perché mai mettere fine a questa storia? Le immagini del racconto fotografico dell’Antuono sono un gesto d’amore e una ribellione contro ciò che oggi va di fretta. Nessuno ha più voglia di ascoltare, di guardare, ma le sue fotografie costituiscono una grande occasione: permettono di conoscersi, di fermarsi. Sono un bene da condividere, capace di lasciarci in bilico sull’orlo della bellezza. Nicoletta Prandi