San Andreas: Snapshot from Uncanny Valley

Massimo Napoli

La reazione empatica dell’uomo all’antropomorfo simulato non è uniforme.
In astratto verrebbe da pensare che più il simulacro è dettagliato e realistico, tanto più la reazione debba essere positiva.
Eppure, raggiunto in determinato grado di realismo, il finto diventa tanto reale da creare disagio e repulsione, e l’ipotetico grafico che va a rappresentare la reazione dell’osservatore subisce un picco in negativo: in termini scientifici questo avallamento della percezione viene chiamato la “Uncanny Valley”, ovvero “Valle Prodigiosa”.
La serie di foto proposte nella serie sono state fatte con un cellulare. Il cellulare però non è del fotografo, ma di un personaggio di un videogioco, controllato dal fotografo, che si trova a percorrere una area ampissima che non è tanto un valle quanto un deserto. Un alter-loco, Una California immaginaria ed immaginata sotto il nome di San Andreas.
Le tematiche del gioco vengono deliberatamente ignorate concentrando l’attenzione sull’infrastruttura virtuale creata come scenario dello stesso.
Il deserto e la città sono finti, ma quasi impercettibilmente.
I personaggi che lo abitano pure, più evidentemente man mano che si avvicinano.
La fotografia no. Forse.


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