Imago Salerni

Massimo Napoli

Serie prima classificata nella tappa di Sassoferrato (AN) di Portfolio Italia 2012 (“FACE PHOTO NEWS Festival”).

La serie è stata esposta a Salerno nel 2012, nell’ambito della rassegna “CITTA’ MEDITERRANEE: SALERNO – VALENCIA”.

Nello stesso anno è stato esposta al “CENTRO NAZIONALE DELLA FOTOGRAFIA D’AUTORE”, nella rassegna PORTFOLIO ITALIA 2012, in seguito alla selezione a Sassoferrato.

La serie è stata inoltre esposta al “PALAZZO DEGLI SCALZI” di Sassoferrato (AN), dal 27 settembre al 3 novembre 2013, nell’ambito della “63ma RASSEGNA INTERNAZIONALE D’ARTE / PREMIO G. B. SALVI”.

“Imago Salerni è frutto di un errore, dapprima involontario e successivamente coltivato e deliberato”. Così Massimo Napoli definisce il risultato della sua ricerca fotografica. Un’osservazione apparentemente mesta che in realtà svela un’urgenza espressiva intensa, legata alla necessità di identificare nel proprio operato artistico il proprio stile e la propria poetica. Il tema scelto dall’autore è radicato nella storia stessa della fotografia, fonte di studio e riflessione, oggetto di approfondimento e di analisi, argomento di dibattito partecipato ed appassionato. Capire la propria città, penetrare i suoi spazi, condividerne i ritmi, svelarne le confidenze, carpirne l’essenza per poi raccontare la propria soggettiva esperienza attraverso un’immagine è un‘ambizione irresistibile, penetrante. Il linguaggio della street photography è probabilmente sentito come il più immediato ed universale per riuscire a rappresentare l’emozione di un incontro, testimoniare il proprio sentirsi in sintonia con il mondo circostante, condividerne il dolore e l’ironia. Quando si parla di questo genere fotografico la figura del celeberrimo autore de “Images à la sauvette” è sempre lì pronta a far capolino dietro l’angolo, singolarmente incline ad invadere pacificamente la scena, agile nell’ammonire il rischio di smarrire quel fatidico momento decisivo in cui prontezza, disciplina, sensibilità e senso geometrico si mescolano in una forma avvincente, sublime. Consapevole nell’approccio progettuale l’autore si è reso conto fin dai primi scatti di aver intrapreso un cammino divergente da quello prefissato; l’iniziale, genuino, sconforto per non essere debitamente riuscito a condividere l’estetica bressoniana si è pian piano trasformato nello stupore di riuscire a riconoscersi nelle proprie immagini, di sentirle aderenti al proprio tempo. E’ così che la Salerno interpretata da Massimo Napoli, sospesa tra realtà e sentimento, si delinea in una sequenza di visioni esclusive dettate da una sensibilità finalmente libera di rivelarsi.

Massimo Mazzoli


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