I like frogs, sometimes

Fabrizio Quagliuso

 

“Mi piacciono le rane” mi ha detto un giorno mio figlio di otto anni.

Stavamo guardando insieme alcune delle fotografie che avevo scattato negli ultimi 6 anni ad Heiseji – un piccolo villaggio di campagna di poco più di 1000 abitanti in Giappone. Dopo una breve pausa, guardando un’altra fotografia ed esitando un po’, ha aggiunto: “qualche volta”.

Queste parole mi sono rimaste in mente.

Riflettendoci, credo che in quel momento di incertezza mio figlio si sia in qualche modo inconsapevolmente e brevemente reso conto di alcuni dei complessi meccanismi mentali ed emotivi che ci sono dietro alla curiosità ed alla morbosa attrazione umana verso le inconsistenze, le stranezze, il distorto ed il grottesco. Gli stessi meccanismi che tanto spesso ci fanno provare attrazione verso cose che in realtà non ci piacciono. Quei meccanismi che a volte ci sussurrano di dimenticare le nostre certezze e di abbandonarci al paradosso.

Queste riflessioni mi hanno poi principalmente fatto capire cosa cercavo veramente in questi anni, mentre camminavo con la mia macchina fotografica ad Heisenji.

Piuttosto che documentare oggettivamente il luogo, mi sono voluto perdere nelle sue contraddizioni e con questi scatti ho cercato di creare un diario personale del mio andare alla deriva.

[Fotografie scattate dal 2012 al 2017]

Fabrizio Quagliuso